Stipsi

La stipsi costituisce senz’altro il disturbo che conta più pazienti nel mondo e specie nel mondo civilizzato. Se qualcuno può dire di non averne mai sofferto, si faccia avanti!

Nei paesi anglosassoni circa 1 persona su 100 consulta ogni anno il proprio medico di famiglia per stipsi. Stime statistiche dimostrano che intorno al 10% della popolazione generale riferisce stipsi o, comunque, una evacuazione difficoltosa. Questa condizione è più frequente nel sesso femminile e nelle donne anche il tempo di transito tende ad essere più rallentato.

La frequenza della stipsi, inoltre, aumenta oltre i 65 anni 
di età tanto che almeno 1 anziano su 5 è sofferente di tale 
disturbo. Complessivamente il 99% della popolazione generale
 dichiara da 3 a più evacuazioni settimanali fino a 3
evacuazioni giornaliere.
problema di stipsi

La stipsi è un disturbo molto frequente nelle popolazioni civilizzate

Il consumo di lassativi è, verosimilmente, un buon indice della prevalenza della stipsi, anche sei lassativi possono essere assunti indipendentemente dalle abitudini alvine, dalla dieta e dal retroterra culturale. Nei paesi anglosassoni, il 20% circa della popolazione fa uso di lassativi occasionalmente ed il 5% circa più di una volta alla settimana. Il consumo di lassativi aumenta significativamente con l’età: al di sotto dei 20 anni è raro che essi vengano assunti più di una volta alla settimana, mentre tale consumo aumenta fino al 10-15% nella popolazione di mezza età ed al 20-30% in quella di oltre 65 anni.

Ma per quanto diffusa, la stitichezza non può esser di per sé definita una malattia; piuttosto un’alterazione funzionale dell’intestino caratterizzata da un’insufficienza nell’evacuazione. Insufficienza che può essere sia oraria sia quantitativa. Talvolta le due insufficienze si presentano associate.

In certi casi la stipsi è un campanello d’allarme, segno rivelatore di un’alterazione organica. In altri, invece, può essere essa stessa l’unica vera affezione: ed è proprio quest’aspetto che ci interessa particolarmente.

Le vostre defecazioni sono distanziate nel tempo: una volta ogni due o tre giorni. Cominciate a preoccuparvi, ma prima di convincervi di soffrire di stipsi occorre vi poniate un paio di domande:

→ Vi alimentate in maniera sufficiente?

→ Introducete abbastanza liquidi?

In realtà, se consumate solo carne, un po’ di patate e qualche fetta di pane biscottato riducendo al minimo i liquidi per mantenere la linea, nessuna meraviglia: non siete affatto uno stitico!

Al contrario, se le defecazioni sono distanziate nel tempo, malgrado l’alimentazione sia abbondante, varia e i liquidi ben rappresentati, sarà opportuno sentire il parere di un medico.

A ogni modo conviene aver ben chiaro un concetto: defecare ogni due o tre giorni non significa affatto stipsi. Tenete forse conto del numero delle minzioni giornaliere? Raccogliete per caso tutte le urine della giornata per vedere se avete emesso almeno il litro necessario? Certo che no. E allora non soffermatevi oltre a pensare a quanto defecate. Vi sentirete sicuramente meglio a meno che, ben inteso, i disturbi di cui soffrite non siano tali da ritenere opportuna una visita medica.

La stipsi colpisce in prevalenza l'intestino delle donne

La stipsi colpisce in prevalenza l’intestino delle donne

Però non è solo la frequenza delle defecazioni che vi preoccupa, ma anche e soprattutto la quantità e la qualità delle feci. Andate al gabinetto tutti i giorni ma le feci sono scarse. Come vi sentireste meglio se fossero più abbondanti, se il defecare vi procurasse quella sensazione di vuoto, di leggerezza che vi farebbe guardare il mondo con occhi più sereni! Invece l’evacuazione è scarsa, insufficiente, tanto da sentirvi solamente in parte sollevati ed alleggeriti. Per voi questi sono sintomi che non lasciano ombra di dubbio: siete uno stitico. Tuttavia, pensate che questo basti per potervi considerare un malato e iniziare cure talvolta pericolose? Prima di precipitarvi in farmacia alla ricerca di chissà quale rimedio fate un momento, se è consentita questa espressione, l’esame di coscienza: seguite veramente una dieta ben equilibrata? I vostri disturbi non s’accentuano per caso quando i bambini vi fanno inquietare con i loro capricci, al suocera deve venire a colazione, il principale vi ha rifiutato un aumento di stipendio o la settimana si profila lunga e noiosa?

Se le risposte sono negative, approfondite l’indagine e divertitevi a pesare le feci delle 24 ore: resterete stupefatti constatando che il loro peso raggiunge effettivamente quei 150 – 200 grammi che rappresentano la norma fisiologica. Convincetevi allora che tutto va bene: il colorito pallido, i disturbi digestivi non dipendono certamente da una presunta stitichezza ma piuttosto da un eccesso di vino o di alcool, da un’alimentazione disordinata o troppo abbondante.

Viceversa, potreste essere uno stitico senza sapere di esserlo. La diarrea di cui soffrite da settimane, se non da mesi, come mai non accenna a migliorare malgrado tutti i medicamenti adsorbenti, astringenti e antidiarroici che avete preso? Adagio adagio cominciate a disperarvi perché siete costretto ad evacuare quattro – cinque volte al giorno. La vostra vita è rovinata; tanto che dopo i molteplici insuccessi terapeutici cominciate a pensare alle cure termali o all’agopuntura se non addirittura, visto che la medicina ufficiale pare incapace a guarirvi, di ricorrere insensatamente a un guaritore o a un cartomante!

Se questo quadro è il vostro, fate attenzione: se in una scarica di diarrea notate la presenza di qualche frammento di feci dure, il mistero è svelato e il vostro medico ha in mano la chiave per guarirvi: infatti il male di cui soffrite non è la diarrea, ma la stipsi. Consultate allora il medico senza indugi.

Cito il caso di una donna che pur non più giovane aveva conservato tutta la sua femminilità e il desiderio di apparire sempre elegante e nella migliore forma. Ma soffriva di una diarrea così grave da impedirle addirittura di uscire di casa facendole perdere ogni gioia di vivere. Una breve anamnesi e un semplice esame consentirono di porre un’esatta diagnosi e guarirla definitivamente. In realtà non si trattava di diarrea ma di un fecaloma localizzato nel retto che non poteva essere espulso spontaneamente ed irritava a tal punto la parete intestinale da produrre una secrezione reattiva così abbondante da far pensare ad una vera e propria diarrea.

Prima di definirvi un malato bisogna dunque che siate certi di esserlo realmente: solo una precisa valutazione dei disturbi accusati può darvene la certezza. Se avete dei dubbi, prima di tentare terapie che potrebbero essere rischiose e farvi ammalare davvero, consultate il medico: solo lui potrà chiarire ogni perplessità.

Dovete quindi sospettare di soffrire di stipsi: